Cosa ci aspetta per il futuro

di Gianluca Tassi - Consulente applicativo

"Il 2009 sarà un anno di crisi per il settore informatico in Italia, che era cresciuto tra il 2006 e il 2008 in maniera costante."

Lo dice un rapporto realizzato da Assinform in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano.

"Nel 2009 le nostre stime indicano che l'IT entrerà in recessione con un calo delle attività di -5,9%, dovuta alla contrazione dei budget aziendali", ha spiegato Ennio Lucarelli, Presidente di Assinform.

Dallo studio citato emerge che le attività software pesano per oltre il 92%.

E che i clienti delle aziende informatiche sono quasi esclusivamente "business" (oltre il 95%).

Non stiamo parlando quindi di elettronica o telefonia.

Stiamo parlando essenzialmente delle aziende italiane che chiudono i rubinetti delle spese in ICT. Anche nei progetti di innovazione, condannando l'Italia a rimanere in coda e quando si ripartirà, dopo la crisi, noi faremo ancora fatica.

Quando le aziende sono in difficoltà è naturale pensare di tagliare le spese.

A volte non solo è "naturale" ma indispensabile.

Il mercato pubblicitario, ottimo indicatore di "forza", nel primo semestre ha registrato un calo della raccolta del 12-13%.

A ben vedere, un calo del 6%, per l'intero anno, per l'informatica risulta contenuto.

La mia lettura è legata al fatto che la grande maggioranza delle imprese italiane sono medio piccole.

Quando sei piccolo hai bisogno di maggiori leve per competere in un mercato globale.

E la tecnologia, l'informatica, sono leve formidabili.

Possiamo dire che le aziende, pur riducendo i costi, continuano a non volere fare a meno

di tecnologia, di innovazione.

Ci sono imprenditori che hanno capito che più tecnologia permette anche di comprimere i costi.

E che continuano a "spendere" in informatica.

Viceversa, mi pare che le grandi aziende facciano fatica ad essere veloci.

Mi viene in mente una pubblicità,in questi giorni sulle radio nazionali, dell'ex monopolista telefonico che offre servizi a "valore aggiunto".

La voce dell'ipotetico cliente dice: "oggi compro e vendo on-line: chi lo avrebbe mai detto!".

Le "nostre" piccole e medie aziende lo fanno da anni, con FormaB2B.

Visto da qui il futuro non solo è a portata di mano, ma mi piace un sacco!

Voglio anche io aggiungere

Voglio anche io aggiungere una cosa: se è vero che siamo nel punto più basso della crisi non si può pensare di riproporre, per uscirne, gli stessi modelli che c'erano prima che la crisi iniziasse. Non avendo la palla di cristallo su quale sia il modello che funziona, voglio azzardare: fino a ora il modello più forte era quello della balena e dei pesciolini: una grossa azienda e il suo indotto. Ora penso che il modello che può funzionare è quello del branco di pesciolini, invece: tanti piccoli, ciascuno responsabile per sé, che fanno squadra.

2009

La tua lettura è concreta e coincidente con la mia. Mi sento solo di aggiungere una cosa: chi vuole davvero avere dai prossimi anni il meglio deve muoversi in modo da fare SISTEMA o RETE (+/- lo stesso) con l'ecosistema aziendale di cui fa parte. SIA ONLINE CHE OFFLINE. In bocca al lupo a chi si muove e lavora!

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