Virtualizzazione e Cloud Computing

La Share ha organizzato per quest'anno una serie di conferenza sul tema del cloud computing e virtualizzazione. In un rapporto preliminare pubblicato a inizio anno la società aveva indicato come ancora la diffusione del cloud computing sia scarsa sia nelle grandi aziende (13%) che nella PMI (10%).

Su wikipedia il cloud computing è definito come:

"l'insieme di tecnologie informatiche che permettono l'utilizzo di risorse (storage, CPU) distribuite.La caratteristica principale di tale approccio è di rendere disponibili all'utilizzatore tali risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) "standard". L'implementazione effettiva delle risorse non è definita in modo dettagliato; anzi l'idea è proprio che l'implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito – the cloud, in inglese nuvola – di risorse le cui caratteristiche non sono note all'utilizzatore."

Per cui tutti i servizi esterni, come le ormai famose SOA, di cui abbiamo più volte parlato, rientrano in questa classificazione.

Il cloud computing consente alle aziende di perseguire degli obbiettivi che Share identifica in:

  • implementare un programma strategico che vada verso le architetture orientate al servizio
  • sviluppare un'architettura a blocchi che permetta una rapida risposta ai bisogni del businnes
  • integrare i SaaS (il software come servizio) con applicazioni e processi interni
  • usare l'orientamento ai servizi per percorrere la strada del green computing 
  • trasformare i costi di IT in investimenti con partner commerciali strategici

Interessante anche l'analisi di Gartner che mostra come il SaaS/cloud computing non si debba valutare dal punto di vista strettamente economico, perché da questo piano potrebbe non essere completamente conveniente. Per esempio, per confrontare il costo dell'utilizzo 24/7 della piattaforma di commercio elettronico di Amazon con il costo di un server interno usato allo stesso scopo si dovrebbe tener conto dell'impatto dei costi indiretti e di gestione.

In ogni caso limitare la valutazione all'ambito dei costi è riduttivo. Anche se non ci fosse nessun risparmio utilizzando software come servizio, i costi di queste applicazioni vengono definiti "opex" in inglese, ovvero costi correnti, e non di "capex" o di investimento. Che significa questo, all'atto pratico? Vuol dire che anche se i costi fossero identici, le opzioni di scalabilità, la possibilità di abbandonare un'applicazione che non ci soddisfa costituirebbero comunque un un valore aggiunto: quella flessibilità che nessuna soluzione interna può offrire.

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